Frontiers e il cinema horror in Francia

La nouvelle vague dell'horror francese.

 
Il cinema di genere in Francia
Il cinema di genere in Francia
martedì 4 novembre 2008 di Matteo Treleani

Il cinema di genere in Francia
Esce nelle sale italiane Frontiers di Xavier Gens e ci si pone la questione del cinema di genere. Primo mercato europeo con più di duecento film prodotti all'anno, quando in Italia si resta sul centinaio, la Francia è un paese che ha sempre apprezzato il cinema di genere. Con una particolare e storica predilezione per il poliziesco, senza mai disdegnare l'horror. Se negli anni '70 il terrore cinematografico era però nelle sapienti mani di alcuni registi italiani, il nuovo millennio ha visto una nouvelle vague tutta francese. In una nazione dove le pellicole horror straniere escono di norma con diversi mesi d'anticipo rispetto all'Italia, l'ondata di prodotti nazionali era solo una questione di tempo. Se le condizioni di possibilità per questa nouvelle vague erano quindi presenti, in patria si lamenta comunque la mancanza di una strategia produttiva, oltre a una certa reticenza forse un po' snob ma in parte condivisibile a prendere sul serio il genere horror in quanto tale. Tant'è che alcuni tra i registi più promettenti si sono lasciati ammaliare dalle proposte di una Hollywood alla costante ricerca di talenti.

La violenza cinematografica messa in discussione
Nonostante i dubbi della critica, che massacra senza remore la maggior parte dei prodotti nazionali, diversi caratteri interessanti accomunano le pellicole francesi uscite dall'inizio del decennio. I manifesti di Frontiers che tappezzavano il metrò parigino qualche mese fa recitano pressappoco così: "Questo film accumula scene di macelleria particolarmente realistiche e logoranti". Il modo di trattare la violenza nell'horror francese ha dei tratti autoreferenziali e stranianti. Al punto da cercare spesso il grottesco, oscillando tra il terrore e la parodia. In A l'interieur (2007) di Alexandre Bustillo l'assedio di una ragazza incinta da parte di una donna misteriosa degenera nella violenza da survival movie, dove per una buona mezz'ora si vedono persone intente a uccidersi nei modi più improbabili, con costanti riferimenti intertestuali ad altri film e alle logiche di genere. Il magnifico Calvaire del belga Fabrice du Welz è invece un esempio di alto livello di thriller all'antica, omaggio agli incubi alla Polanski, tra Un tranquillo weekend di paura e Cane di Paglia. La visione di una natura malefica e di una provincia malsana e retrograda sono delle prospettive inedite e di estremo interesse, dove la violenza ben calibrata non è affatto fine a se stessa. Nell'eccellente Alta Tensione di Alexandre Aja, invece, il discusso finale è un ripiegamento del film su se stesso che mette in causa il ruolo dello spettatore, tra continui ammiccamenti a ciò che nei film di genere è tendenzialmente evitato. Altra atmosfera in Sheitan di Kim Chapiron, meno sottile ma altrettanto notevole. Uscito nel 2006, è una commedia dove la violenza arriva a un tale livello da risultare comica e Vincent Cassel gigioneggia nel ruolo di un adoratore di Satana.

L'attualità e il misticismo
Nella sua grande varietà, l'horror francese ha comunque dimostrato una caratteristica ignota ai prodotti statunitensi: il legame con l'attualità. Sempre ambientati "in provincia" (che in Francia significa tutto ciò che non è Parigi), le pellicole d'orrore trattano di riflesso, reinterpretandoli, fatti attuali. A l'interieur si svolgeva nella banlieue parigina nel novembre del 2005, durante gli scontri e gli incendi, in una zona tranquilla all'esterno, ma turbolenta all'interno. Visto in quest'ottica il film sembrava indicare la causa del problema come interno alla società e non causato da chi viene da fuori. Lo stesso Frontiers inizia durante una presa di potere di un'estrema destra fascista e la fuga dei protagonisti dalla capitale. Il tesissimo Them di Xavier Palud e David Moreau, ambientato a Bucarest, si basava invece su un problema noto, quello della violenza giovanile e dei bambini abbandonati.
Nella Francia laica ottiene d'altra canto un certo interesse il discorso mistico. Se il fantascientifico Dante 01 di Marc Caro finiva con delle metafore cristologiche esplicite, Pascal Laugier si è interessato al tema del martirio da Saint Ange a Martyrs. Il recente Martyrs, censurato e discusso come non mai, mostra sequenze al limiti dell'accettabile per poi giustificarle attraverso una prospettiva misticheggiante. Di certo più interessanti sono le opere di Eric Valette e Christophe Gans. Il primo, con Maléfique, trasforma un racconto carcerario in un horror satanico. Il secondo, ne Il Patto dei Lupi, gira un rarissimo horror in costume, contestualizzato nel '700 prerivoluzionario. Eric Valette e Christophe Gans sono due nomi incoraggianti rapidamente esiliati negli Stati Uniti.

Da Hellraiser a Halloween i registi francesi rifanno i classici
I registi più promettenti sono infatti emigrati a Hollywood, dove hanno iniziato una gavetta di remake e seguiti. Alexandre Aja dopo Alta Tensione realizza Le colline hanno gli occhi, remake dell'omonimo di Wes Craven, con una potenza nella messa in scena da far impallidire l'originale, per poi disperdere energie nel successivo Mirrors. Alexandre Bustillo uscirà invece con il nuovo Halloween: Halloween 2009. Christophe Gans dopo Il patto dei lupi gira la versione cinematografica del videogioco Silent Hill. Lo stesso Xavier Gens di Frontiers aveva d'altra parte diretto l'ottimo Hitman ed è previsto come regista del prossimo Conan. Pascal Laugier dopo le sue Martyrs ha invece in produzione il remake di Hellraiser. Reinventata l'ondata horror giapponese, Hollywood è riuscita a inglobare a modo suo il cinema di genere francese, con diverse e notevoli sovrapposizioni. Al punto che Xavier Palud e David Moreau di Them dirigono il remake di The Eye e l'Eric Valette di Maléfique il deludente remake di Chiamata senza risposta (nell'originale di Takashi Miike). Con più mezzi ma meno inventiva, negli Stati Uniti i registi francesi perdono comunque qualcosa che in questi anni aveva caratterizzato la qualità del cinema horror d'oltralpe. Le paure che la nouvelle vague dell'horror francese abbia avuto un inizio incerto e una vita apparentemente breve sono dunque fondate. Ciò non toglie che l'evento sembra tutto meno che assopito. Diversi progetti sono annunciati e nonostante l'esilio di molti autori, altre pellicole usciranno nei prossimi mesi. La vitalità del genere, al di là delle polemiche, la mostreranno pellicole come il nuovo lavoro di Fabrice du Welz: Vinyan, nelle sale in Francia o Mutants di David Morley, previsto entro la fine dell'anno.

In foto:
Maud Forget - Toro
Interpreta Eva nel film di Xavier Gens Frontiers. Al cinema da venerdì 7 novembre 2008.
Maud Forget
Frontiers Un'astuta e ambigua operazione formale e politica
Frontiers

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,73)
Una gang di ragazzi francesi si ritrova a scappare dalla polizia. Durante la fuga il gruppo si divide e quattro di loro fuggono verso la frontiera riuscendo a rifugiarsi vicino al confine con il Belgio in un ostello semi abbandonato. L’atmosfera malsana del caseggiato fa capire subito ai ragazzi che qualcosa non va…L’ostello è gestito da due sorelle che hanno tra di loro un rapporto morboso e da un anziano ex-colonnello dispotico ed autoritario.
La violenza cinematografica messa in discussione
La violenza cinematografica messa in discussione
In foto:
Maud Forget - Toro
Interpreta Eva nel film di Xavier Gens Frontiers. Al cinema da venerdì 7 novembre 2008.
L'attualità e il misticismo
L'attualità e il misticismo
In foto:
Karina Testa (30 anni) 5 Agosto 1981, Cannes (Francia) - Leone
Interpreta Yasmine nel film di Xavier Gens Frontiers. Al cinema da venerdì 7 novembre 2008.
Da Hellraiser a Halloween i registi francesi rifanno i classici
Da Hellraiser a Halloween i registi francesi rifanno i classici
In foto:
Aurélien Wiik (31 anni) 24 Settembre 1980, Luc-sur-Mer (Francia) - Bilancia
Interpreta Alex nel film di Xavier Gens Frontiers. Al cinema da venerdì 7 novembre 2008.

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Il trailer di Frontiers
Frontier(s), il film Approfondimento:
Frontier(s), il film
Non c'è dolore abbastanza forte da saziare.
Frontiers: laddove finisce l'umanità inizia la paura Intervista:
Frontiers: laddove finisce l'umanità inizia la paura
Al suo esordio in lungo Xavier Gens realizza un horror (politico) sulla scia di Non aprite quella porta.
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