Major forti, ma il cinema italiano preoccupa

Le considerazioni dopo Ciné.

 
In foto Christian Bale in una scena del film <em>Il cavaliere oscuro - Il ritorno</em> (Warner).
In foto Christian Bale in una scena del film Il cavaliere oscuro - Il ritorno (Warner).
venerdì 29 giugno 2012 di Robert Bernocchi

Mercoledì scorso si è concluso a Riccione Ciné. Le Giornate professionali estive hanno visto le case di distribuzione presentare i loro listini. Ecco le valutazioni che si possono fare di questa tre giorni di cinema.

Warner superstar
Veniva da pensare ai Miami Heat o a certe recenti versioni del Real Madrid, piene di stelle. Alla vista del listino Warner, sono tanti i concorrenti che sono impalliditi per la forza dirompente dei titoli presentati e hanno mostrato la loro invidia/preoccupazione. A parte qualche eccezione, tante pellicole di questa major da qui a gennaio 2013 sarebbero un titolo di punta per chiunque altro. Dai nuovi capitoli di Spider-Man e Batman questa estate, a Total Recall e Resident Evil: Retribution 3D a settembre, passando per l'ultimo capitolo delle avventure di James Bond, dall'accoppiata natalizia Lo Hobbit e Il grande Gatsby, per chiudere con Django Unchained di Quentin Tarantino a gennaio. E da non dimenticare due film italiani, molto promettenti dal punto di vista commerciale, soprattutto il secondo (Il comandante e la cicogna e Il peggior natale della mia vita). Se i rivali sono preoccupati, per tutta la filiera l'unico vero timore è che alcuni di questi film possano non ricevere l'attenzione che meritano. Per esempio, Gangster Squad, nonostante il cast spettacolare, rischia di rimanere schiacciato. Vedremo se sono paure infondate.

Un accordo bomba
Prima della presentazione del listino Filmauro, si parlava di una notizia bomba da parte di Aurelio De Laurentiis. È arrivata, grazie all'annuncio di un accordo con la Universal, che per i prossimi tre anni distribuirà i titoli del patron del Napoli. De Laurentiis ha spiegato questa scelta con il desiderio di dedicarsi solo alla produzione. Non è difficile capire invece le motivazioni della Universal. Dopo aver perso i titoli Marvel e rischiare di non avere più i film d'animazione della Dreamworks, era necessario per la major rimpolpare la propria offerta, magari con prodotti italiani più fortunati di quelli presentati finora. Inoltre, si può pensare che le due società studieranno insieme i titoli stranieri da prendere, visto che Universal non ha nella sua attività attuale possibilità di scegliere. L'unico dubbio è se De Laurentiis, in questa nuova veste, ritroverà la dote di capire i gusti del pubblico, che negli ultimi due anni è risultata un po' appannata. Ne sapremo di più il 6 luglio, durante una conferenza stampa attesissima.

Estate mai?
Tutti a lamentarsi della mancanza di prodotti importanti durante la stagione estiva, anche chi magari poteva impegnarsi maggiormente in questo senso. E, tanto per cambiare, promesse infinite di un'estate 2013 diversa. In questo senso, andrebbe lodato l'impegno della Disney, che ha già programmato per il prossimo anno Monsters University il 21 giugno e The Lone Ranger il 3 luglio. Usiamo il condizionale perché non sarebbe la prima volta che una decisione del genere viene modificata in corsa. Della serie, a pensar male.

Registi tafazziani
I registi italiani (soprattutto quelli impegnati nel cinema d'autore) sembrano sapere esattamente come non promuovere i propri prodotti di fronte agli esercenti. Eccessivamente prolissi o, al contrario, fin troppo riservati, non danno l'impressione di capire quello che serve per convincere i gestori delle sale a programmare i loro titoli. Per esempio, continuare a parlare dell'influenza della crisi nelle loro opere è utile per ricevere i consensi della critica togata, ma difficilmente porta gli spettatori a spendere dei soldi per sentire un promemoria dei loro problemi.

Commedie nostrane al capolinea
Se c'è un pronostico facile che si può fare, è che la stagione 2012-2013 segnerà un brusco segnale d'arresto per le commedie. Nonostante tutti a parole puntino a differenziare i generi, nei fatti l'inflazione di prodotti che mirano alla risata è arrivata a livelli assurdi. Anche le piccole società puntano su questi prodotti, nella speranza di vincere alla lotteria. Molto più probabile che i soldi li faranno le solite star (e le major), mentre il pubblico che vuole differenziare la sua 'dieta' cinematografica sarà costretto a rivolgersi all'estero.

Cinema al femminile
Negli Stati Uniti, i due maggiori blockbuster a sorpresa degli ultimi tempi sono stati Hunger Games e Twilight. L'anno scorso, con budget bassi, due film come Le amiche della sposa e The Help hanno raccolto oltre 150 milioni di dollari ciascuno. Il punto in comune è semplice: protagoniste donne per un pubblico in larga parte femminile. Inutile dire che il panorama di film italiani non offre nulla del genere. Non si tratta di fare i femministi politically correct, ma di capire che il 50% del pubblico non viene servito adeguatamente e questa è una mancanza commerciale grave. Quanto vogliamo aspettare ancora per renderci conto di questa idiozia produttiva e provvedere?

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Data rilevazione: 25/07/2014
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