Un Aereo contro le televisioni

Denunciato un nuovo sistema di distribuzione.

 
In foto (a destra) Barry Diller, a capo dell'IAC/InterActiveCorp e finanziatore dell'iniziativa Aereo.
In foto (a destra) Barry Diller, a capo dell'IAC/InterActiveCorp e finanziatore dell'iniziativa Aereo.
venerdì 2 marzo 2012 di Robert Bernocchi

Cos'è Aereo e perché i grandi network televisivi vogliono ucciderlo nella culla, anzi ancora prima della sua nascita ufficiale? Si tratta di un sistema che permette di vedere tutti i grandi canali free americani su varie piattaforme, come possono essere gli smartphone, i tablet o le televisioni collegate a Internet, grazie a una piccola antenna in grado di catturare i segnali nell'etere, come riporta il Los Angeles Times. L'obiettivo è di puntare sui tanti consumatori scontenti dei costi sempre più alti dei servizi via cavo (che comprendono anche i canali free nei loro pacchetti) e spingerli a fare un abbonamento (al costo di 12 dollari mensili) per poter non solo vedere i loro programmi preferiti dove vogliono, ma anche a registrare fino a quaranta ore di trasmissione, con una sorta di DVR esterno che utilizza la formula del cloud, molto in voga al momento.

Nelle intenzioni dei finanziatori dell'iniziativa (la IAC/InterActiveCorp, con a capo l'ex dirigente di studios cinematografici Barry Diller), che hanno raccolto più di 20 milioni di dollari per lanciare Aereo, il servizio partirà il 14 marzo nella zona di New York e funzionerà solo a livello locale (quindi, un abbonato in viaggio non potrà vedere i suoi programmi preferiti sull'iPad, tanto per fare un esempio). Questo ha suscitato pareri molto contrastanti, considerando che c'è chi (come Jon Healey del Los Angeles Times) ritiene che "forse è la soluzione a un problema che poche persone sono impazienti di risolvere", mentre altri come Rich Greenfield sostengono che potrebbe cambiare l'industria, essendo "una forma di distribuzione perfetta. Sempre che sia legale".

In effetti, il problema è la legalità. Molti davano per scontato che i grandi network avrebbero portato il caso in tribunale e così è avvenuto. Come riporta il sito Deadline, stazioni come ABC, CBS, NBC Universal, PBS, Fox Television, Univision e WPIX hanno fatto causa alla società dietro ad Aereo, sostenendo che utilizza i loro contenuti in maniera illecita.

D'altro canto, la IAC/InterActiveCorp punta su un caso simile, quello di Cablevision, un'offerta via cavo che aveva proposto ai suoi abbonati un sistema di DVR esterno e che aveva ottenuto il giudizio favorevole di un tribunale di fronte alle proteste delle stazioni televisive. Tuttavia, il caso di Cablevision (che aveva dei regolari accordi con le televisioni, a differenza di Aereo) può essere utile per difendere il sistema di cloud DVR, molto meno per la possibilità che fornisce agli utenti di vedere certi programmi su qualsiasi piattaforma.

Tutto questo avviene in un momento molto delicato per gli abbonamenti via cavo e in generale per le televisioni. Le società che offrono dei pacchetti via cavo devono fronteggiare la crisi, che ha portato alla perdita di molti abbonati, così come servizi alternativi molto interessanti (primo tra tutti, Netflix). D'altro canto, anche i grandi canali televisivi non se la passano troppo bene e per loro le entrate derivanti dal fatto di essere inseriti in un pacchetto di stazioni che si prendono via cavo sono molto importanti. Insomma, è ovvio che qualsiasi pericolo per questi ricavi, verrà contrastato duramente.

Ovviamente, sono già partiti i soliti toni apocalittici, secondo cui un sistema come Aereo rischia di mettere in ginocchio il panorama attuale delle televisioni e di far perdere molti posti di lavoro. La potente National Association of Broadcasters, come era ovvio, si è già schierata contro il servizio e tutto lascia presagire un durissimo scontro in tribunale.

Ma questo rischia di far passare in secondo piano il discorso sull'utilità di Aereo. Che, a 12 dollari al mese, per ricevere comunque dei canali che sono già gratuiti e soltanto nella propria zona di residenza, non sembra esattamente l'offerta del secolo. Se poi l'unica, vera comodità della proposta (quella di poter vedere i programmi su piattaforme che non siano la tradizionale televisione) sembra anche quella più contestabile in tribunale, è difficile prevedere un futuro roseo per questa iniziativa.

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