Cinepanettone, sempre peggio al botteghino

Ma quali sono le cause della crisi?

 
In foto Christian De Sica in una scena di <em>Vacanze di Natale a Cortina</em>.
In foto Christian De Sica in una scena di Vacanze di Natale a Cortina.
lunedì 19 dicembre 2011 di Robert Bernocchi

L'anno scorso si era parlato di crisi del cinepanettone, spesso anche a sproposito. Natale in Sudafrica aveva infatti ottenuto 18,5 milioni, due milioni in meno del precedente Natale a Beverly Hills. Di per sé, un dato tutt'altro che sconvolgente (a parte certi grandi successi degli ultimi due anni, il 98% dei film italiani se le sogna certe cifre), ma che era stato messo in cattiva luce dalla vittoria di Aldo, Giovanni e Giacomo nella sfida di Natale. Questo, senza ricordare che non tutti i cinepanettoni di questo secolo avevano superato i 20 milioni di euro, anzi.
Ora, il rischio è che si rimpiangeranno molto quelle cifre, così come il secondo posto delle festività, considerando che il primo weekend di Vacanze di Natale a Cortina ha conquistato 1,6 milioni di euro, un fortissimo calo non solo rispetto a Natale a Beverly Hills (3,5 milioni) e Natale a Rio (3,3 milioni), ma anche al tanto vituperato Natale in Sudafrica, capace di esordire con 3,2 milioni. Va detto che, pur con mille difetti e cose fastidiose, con quest'ultimo film c'è stato un lieve miglioramento qualitativo rispetto agli ultimi episodi, anche se evidentemente il pubblico ha ormai perso fiducia e non è più interessato al genere come un tempo. In effetti, va sempre ricordato che i risultati del primo weekend di un film non hanno nulla a che fare con la qualità dello stesso, che al massimo può influire nelle settimane successive per il passaparola. Ma quali sono le ragioni di questo calo? Proviamo a capirle.

Christian De Sica: il dato positivo è che in questo episodio sembra crederci più che nelle sue ultime avventure, dove era visibilmente stanco e annoiato. Il problema è che è difficile vederlo nel ruolo del marito geloso e che non tradisce più la moglie. Siamo in una fase di passaggio determinante, in cui è anche intelligente non ripetere a una certa età una parte poco credibile, ma forse il pubblico vorrebbe continuare a vedere il De Sica provolone di sempre. Così, i produttori sono a un bivio: rischiare la rivoluzione (e perdere tutto) puntando su un nuovo protagonista giovane o continuare così, con una tendenza al ribasso che ormai ha raggiunto cifre preoccupanti?

I Vanzina: tornati come sceneggiatori, dovevano essere i salvatori della patria, ma è praticamente impossibile capire da dove derivasse questa fiducia. Va ricordato che è da anni che i due fratelli non hanno grande successo al botteghino, se non quando affrontano prodotti già sfruttati, ma anche in quel caso con risultati inferiori alle attese (basti pensare a Ex: amici come prima, che ha ottenuto meno della metà dell'originale). Peraltro, i Vanzina quest'anno sono stati impegnati in due film come registi e altrettanti come sceneggiatori. Non si pensa che forse sono un po' stanchi?

La volgarità: è un tema sempre attuale, al punto che i Vanzina (ma anche Neri Parenti) ci tenevano molto a ottenere il certificato di 'pellicola per famiglie' da parte dei mass media, con tanto di aspirazioni alte di fare un quadro della crisi italiana (certo, a Cortina, come no...). Magari a sentire i quotidiani l'obiettivo è riuscito, ma a che pro? Perché chi fa cinema popolare si deve preoccupare dell'opinione di un'intellighenzia, peraltro neanche tanto in linea con i tempi? A leggere certi risultati, vantarsi di non essere più volgari (vero o meno che sia) dopo decenni di volgarità significa quasi ripudiare il proprio pubblico. Ma veramente si credeva che gli spettatori volessero una commedia raffinata e non invece frasi e situazioni eccessive, che hanno fatto la fortuna del genere? Forse che Adam Sandler in America, quando fa una commedia delle sue, cerca di ottenere l'approvazione del New York Times e sostiene di aver compiuto un'analisi sociologica?

I mass media: in generale, va ripensata anche la strategia di promozione. Fino a qualche anno fa, puntare sui grandi mass media (magari invitandoli nei luoghi esotici dove si gira il film) ha funzionato benissimo, ma siamo entrati in un'era nuova, in cui soprattutto i quotidiani sono tra gli ultimi fattori per portare la gente al cinema (non è un'opinione, lo dicono tante ricerche di mercato). D'altronde, se il pubblico medio dei giornali (così come delle televisioni generaliste) vira sempre di più verso i 50-60 anni, mentre la gente che affolla le sale è per lo più giovane, c'è decisamente un problema. In effetti, basta vedere il fiuto di certa stampa tradizionalista, per cui la sfida di Natale era tra cinepanettone e Pieraccioni (La Stampa con grande acume inseriva tra i due contendenti anche Capodanno a New York, chapeau). Se si vuole ancora puntare su chi ha perso ormai ogni contatto con il pubblico, inutile stupirsi dei risultati. Ma cosa si è fatto per conquistare il popolo di Internet? Poco, da quello che si è visto.

Massimo Boldi: per mesi si è parlato di un possibile ritorno alla coppia Christian De SicaMassimo Boldi. In effetti, è evidente quanto la partenza del comico lombardo abbia fatto del male al successo dei cinepanettoni. La coppia romano-milanese era perfetta, così come i diversi stili dei due attori. Purtroppo, con Massimo Ghini non sono arrivati i risultati sperati, tanto che quest'anno spalla comica diventa Sabrina Ferilli, forse un impegno che non le andrebbe affidato. Qualsiasi sia la soluzione (non facile da trovare) al problema, si sente che manca qualcosa di importante.

Aurelio De Laurentiis: non è facilissimo capire certe dinamiche interne senza stare dentro gli uffici della Filmauro, ma è evidente che il produttore Aurelio De Laurentiis è al momento più concentrato con la squadra di calcio del Napoli che con il cinema. Nulla di male, il punto è capire se comunque, volendo avere l'ultima parola su tutto, rischia di tenere immobilizzato il cinepanettone, impedendogli veri cambiamenti efficaci (o magari soltanto la creazione di prodotti poco originali, ma che piacciano al pubblico che fa diventare I soliti idioti un fenomeno).

In tutto questo stupisce come gli esercenti italiani abbiano pensato di offrire a Vacanze di Natale a Cortina ben 750 schermi, quasi 200 più di Sherlock Holmes – Gioco di ombre, con risultati che hanno disatteso queste scelte. Si può capire, per esempio, un atteggiamento benevolo con Medusa, che offre film importanti tutto l'anno, ma come è spiegabile questa fiducia in un anno che ha visto i flop Filmauro di Amici miei - Come tutto ebbe inizio e Manuale d'amore 3? Chi gestisce una sala ha molti buoni motivi per lamentarsi, ma ogni tanto bisognerebbe aggiornarsi e non pensare sempre che quello che ha funzionato in passato sia sempre valido. Altrimenti, il rischio è danneggiare tutto il sistema.

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