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Attore atletico, aggressivo e allo stesso tempo simpatico, non ha avuto troppa fortuna nel cinema (dove esordì interpretando lo stolido fidanzato di Jane Fonda in Una domenica a New York). In tv invece ha lavorato moltissimo, passando dalle parti di intrepido eroe (Il ritorno delle spie accanto a Bill Cosby) a quelle di ex eroe, appesantito dall'età e dalle frustrazioni (l'anziano poliziotto di Ralph super maxi eroe). Anche in ruoli decisamente antipatici, s'è rivelato incisivo. Per ben due volte è stato un avversario del tenente Colombo (tracotante, ma destinato inevitabilmente alla sconfitta). Ha impersonato il generale americano (alleato scomodo e decisamente sgradevole) in Il dramma dell'Achille Lauro di Alberto Negrin.
Il gladiatore [1]
Genere Avventura, - USA 1986. |
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Bob & Carol & Ted & Alice
continua»
Genere Commedia, - USA 1969. |
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Operazione Siegfried
Genere Avventura, - Gran Bretagna 1975. |
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Innocents
continua»
Genere Commedia a episodi, - USA 2001. |
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PT 109, posto di combattimento
Genere Guerra, - USA 1963. |
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Per l'horror non c'è niente di intoccabile, quindi anche una figura bonacciona e istituzionalmente inoffensiva come Babbo Natale è stata più volte trasformata in qualcosa di spaventoso.
Senza voler fare una cronologia esaustiva, si può cominciare col citare il Babbo Natale psicopatico del primo episodio di Racconti dalla tomba (1972) di Freddie Francis, film tratto dai famosi e perfidi fumetti horror della E.C. risalenti agli anni '50. Conciso e ricco di suspense, l'episodio, interpretato da una algida Joan Collins, utilizza perfettamente l'icona classicamente bonaria di Babbo Natale per suscitare sconcerto e sorpresa.
Nel modesto Non aprite prima di Natale (1984), unica prova registica dell'attore Edmund Purdom, sono i Babbi Natale - le persone, cioè, vestite da Babbo Natale - a essere il bersaglio di un delirante serial killer.
In Silent Night (1984) di Charles E. Sellier jr, è di nuovo un serial killer a travestirsi da Babbo Natale. Qui però la motivazione delle gesta del maniaco è sia pure sommariamente più articolata: per tutta la vita il protagonista è stato ossessionato dal Natale e da Babbo Natale, perciò quando l'ossessione tracima non può evitare di uccidere utilizzando proprio le vestigia della sua ossessione. Incredibilmente, questo film - più curioso che riuscito - ha avuto ben quattro seguiti, due dei quali sono stati diretti da registi di vaglia come Monte Hellman e Brian Yuzna.
In Un minuto a mezzanotte (1990), film francese ben diretto da René Manzor, c'è di nuovo un maniaco che si traveste da Babbo Natale e, penetrato in una casa solitaria, si trova di fronte a un bambino molto brillante che è rimasto sveglio per risolvere il quesito che assilla tutti i bambini: Babbo Natale esiste davvero?
Tutti questi film utilizzano l'icona di Babbo Natale a fini orrorifici proprio per il suo valore di immagine tipicamente buona, ma sempre tenendo fermo il fatto che a utilizzare indegnamente le vesti del buon Santa Claus sono pur sempre degli uomini, dediti al male.
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